Lecce, 13 gennaio 2026
CIRCOLARE n. 144
Agli Studenti
Ai Genitori
Ai Docenti
Al Personale ATA
Al sito web
Oggetto: Diffida all’uso improprio delle chat di classe e richiamo alle responsabilità legali
Gentili Studenti, Genitori e Personale Scolastico
Recenti segnalazioni pervenute a questa Presidenza di un uso improprio dei gruppi di messaggistica istantanea (WhatsApp, Telegram, etc.) legati alle classi rendono necessario ribadire all’intera comunità scolastica le norme, vigenti anche nell’Istituto, di disciplina del comportamento corretto e rispettoso.
Ancorché nati per agevolare lo scambio di informazioni di servizio, l’uso improprio di tali strumenti sta generando derive che esulano dalle finalità educative, sfociando in dinamiche conflittuali o illegali, spesso penalmente rilevanti, con conseguenti sanzioni.
- Diffida all’uso improprio
Si diffidano formalmente gli utenti e/o loro rappresentanti legali, ad astenersi dall’uso delle chat di classe per:
- Denigrare l’operato dei docenti o del personale scolastico.
- Diffondere comunicazioni non verificate o lesive dell’immagine dell’istituto.
- Risolvere contese personali tra alunni o tra genitori che dovrebbero essere gestite nelle sedi istituzionali.
- Elenco dei potenziali reati e responsabilità
Si ricorda che quanto scritto in una chat di gruppo ha valore legale e può configurare i seguenti reati:
- Diffamazione aggravata (art. 595 c.p.): Offendere l’altrui reputazione in un gruppo (luogo pubblico o aperto al pubblico).
- Sostituzione di persona (art. 494 c.p.): Utilizzare profili falsi o altrui per inviare messaggi.
- Violazione della privacy (D.Lgs. 196/03 e GDPR): Diffusione di foto, video o dati sensibili di minori o docenti senza esplicito consenso.
- Cyberbullismo e Molestie (Legge 71/2017): Comportamenti persecutori o denigratori volti a isolare o colpire un membro della comunità.
- Diffusione di immagini violente, a sfondo sessuale o pedopornografiche: La condivisione di materiale violento (art. 612-bis c.p., atti persecutori aggravati), pornografico (art. 500-quater c.p., diffusione di materiale pornografico) o pedopornografico (art. 600-ter c.p., detenzione e diffusione di materiale pedopornografico) comporta pene severe, inclusa la reclusione da 1 a 5 anni (fino a 12 anni per casi aggravati ex art. 600-quater c.p., arresto immediato, segnalazione alla Procura della Repubblica e possibile iscrizione nel Registro degli Indagati). Tali condotte integrano reati permanenti perseguibili d’ufficio, con obbligo di referto alla Polizia Postale.
- Responsabilità dei genitori
Si rammenta che i genitori sono legalmente responsabili dei contenuti pubblicati dai figli minori (culpa in vigilando e culpa in educando, art. 2047 e 2048 c.c.). La scuola declina ogni responsabilità per i contenuti scambiati in gruppi privati non gestiti ufficialmente dall’istituto. - Canali ufficiali
Si invita a utilizzare esclusivamente il registro elettronico e le email istituzionali per ogni comunicazione scuola-famiglia. Per segnalazioni di abusi digitali, è possibile consultare le linee guida del Garante per la Protezione dei Dati Personali o rivolgersi alla Polizia Postale.
Certo della collaborazione di tutti per mantenere un clima di civile convivenza, porgo distinti saluti.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
prof. Paolo Antonucci
da Animatore Digitale
Docente